Fin dall’antichità abbiamo usato erbe, radici e bacche per tingere i tessuti, la lana, il cuoio e pure il nostro corpo.

I Celti usavano il guado per colorare il loro corpo, e la lana quando volevano il color indaco, la ginestra per il giallo, vediamo più nel dettaglio questo favoloso mondo magico delle tinture.

INDACO / BLU

Indigofera Tinctoria

Un erba conosciuta fin dall’antichità la storia di questa pianta risulta essere molto antica; già nel 2000 a.C. gli Egizi e i popoli dell’ Asia iniziarono ad utilizzarla per tingere gli indumenti.

Di Kurt Stüber [1] – caliban.mpiz-koeln.mpg.de/mavica/index.html part of www.biolib.de, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6178

Proprietà: Oltre alle sue rinomate proprietà tintorie l’indaco possiede anche proprietà benefiche per la cute. In particolare viene utilizzato nel campo della cosmetica eco-bio per rendere il capello più spesso e lucente. Un’altra sua qualità è quella di riequilibrare il sebo e aiutare coloro che hanno problemi di forfora.

Se non riesci a trovarla nell’erboristeria di fiducia clicca qui.

 

 

 

 

 

Isatis Tinctoria ( Guado)

Di Kurt Stüber [1] – caliban.mpiz-koeln.mpg.de/mavica/index.html part of www.biolib.de, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3161

Il colorante si estrae dalle foglie di questa pianta raccolte durante il primo anno di vita. Dopo macerazione e fermentazione in acqua si ottiene una soluzione giallo verde che agitata e ossidata produce un precipitato (indigotina). Il colorante, molto solido, è utilizzabile nella tintura della lana, seta, cotone, lino e juta, ma anche in cosmetica e colori pittorici.

Potremmo trovarla nella flora spontanea ma, preferendo non deturpare la natura, se abbiamo un giardino o anche un balcone e volessimo coltivarla clicca qui .

 

 

 

 

 

GIALLO

Anthemis Cota Tinctoria ( Camomilla dei tintori)

Questa specie è presente in tutta italia, tranne le isole maggiori, la possiamo trovare in prati aridi e ai bordi delle strade. La coltivazione di questa pianta non richiede una cura particolare, ad esempio nel mio giardino cresce da sola come infestante del prato e la lascio crescere in libertà.

Per l’estrazione del colore mettiamo i capolini a macerare in acqua per mezza giornata in una pentola e successivamente porteremo sul fuoco lasceremo bollire per un ora, il nostro colore è pronto.

Se la raccogliete in un prato abbiate accuratezza di non estirpare la pianta, ma raccogliete solo i capolini ( fiori), lasciando almeno 2 capolini sulla pianta, in modo che possa seminarsi e non scomparire, oppure potremmo acquistarla in una erboristeria ben fornita.

Curcuma

Oltre a essere famosa per le sue proprietà officinali, dona uno splendido giallo. Utilizzeremo la radice polverizzata che possiamo trovare qui.